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Il Sud è il luogo del possibile. Con ReStartSud un viaggio nell’innovazione praticata

Nei giorni scorsi mi è capitato casualmente tra le mani “Giù al Sud. Perché i terroni salveranno l’Italia” di Pino Aprile, un interessante saggio che sostiene una cosa di cui da tempo sono (molto meno autorevolmente) convinto: se vogliamo far rinascere l’Italia dobbiamo ripartire da Sud, dai suoi talenti e – perchè no – dal suo stile di vita.

“Ma la domanda resta – dice Aprile – dove sarebbe oggi  se invece di distruggere industrie, commerci e fiducia al Sud, costringerne la gente alla fuga, l’Italia si fosse avviata verso il futuro e la competizione con gli altri Paesi, con tutta la forza delle economie e della gente del Nord e del Sud. […] Per un secolo e mezzo il Paese ha sprecato le possibilità e le risorse del Sud, come se avesse tagliato ulivi per venderne il legno invece di trarne olio per secoli.

Da tempo, però, mi sembra di cogliere alcuni segnali di una nuova primavera a Sud, un  moderno “pensiero meridiano” emergente, per mutuare Franco Cassano.

Aprile stesso conclude che “contro questa deriva pare ergersi un risveglio di identità meridionale che può rivelarsi salvifico per l’intero paese e che sembra maturato da quella storia inconsapevole di cui parla Fernand Braudel”.

Rivedo questo orgoglio meridionale nei progetti innovativi che in questi anni ho incrociato e dalle persone che li animano, Bollenti Spiriti in Puglia, The Hub a Napoli e Bari, Addio Pizzo in Sicilia e così via.

Uno di questi, ReStartSud, prende il via dalla Basilicata e trova ispirazione nelle parole di Rocco Scotellaro: “Ecco che uno si distrae al bivio, si perde. E chi gli dice “Prendi questa” e chi “Prendi quest’altra”. E uno resta là, stordito. Aspetta che le gambe si muovano da sole”.

ReStartSud è un viaggio nei luoghi dell’innovazione praticata, nei territori che si riscattano e tra le persone che non aspettano.

Un viaggio a tappe che parte per il secondo anno consecutivo, dal 24 al 26 settembre, con sosta in alcune aziende delle aree industriali della Basilicata, con tavole rotonde e confronti sui temi dell’innovazione, della creatività, dell’Europa come spazio di cittadinanza, delle nuove opportunità di impresa e di valorizzazione del territorio.

Protagonisti di questo percorso di innovazione saranno 6 eccellenze, 6 persone che nel loro campo si sono distinte per meriti e competenze, per aver saputo interpretare la modernità come terreno di esistenza e non di contrapposizione; avranno un ruolo centrale nel broadcasting, in quanto viaggiatori e digital storytellers del viaggio. Tra i narratori di #restartsud ci sarà anche una diplomata al Biennio in Storytelling e Performing Arts della Scuola Holden,scuola di scrittura fondata da Alessandro Baricco nel 1994.

Oltre che viaggio, ReStartSud è occasione di confronto. Novità di questa seconda edizione sarà infatti il ReStartCamp, il barcamp sul Mezzogiorno, nel quale si confronteranno i protagonisti del progetto con rappresentanti del governo nazionale, dei governi locali e delle associazioni di categoria, per una seria ed approfondita analisi sulle proposte di rilancio del Mezzogiorno come spazio in cui le politiche europee diventano buone pratiche di governo.

Il Sud è un luogo dell’anima e chi, come me, vive la dicotomia delle radici meridionali trapiantate al nord, sa che è un luogo del possibile se solo sapremo investire su alta velocità, infrastrutture, investimenti sulla banda larga, la realizzazione di zone economiche speciali, a fiscalità e burocrazia zero e – aggiungo – un nuovo modello di vita e di rapporto con il circostante.

Molti i protagonisti di questa edizione, ma vale la pena dare un’occhiata al sito per avere tutte le informazione necessarie.

Il video dell’anno scorso.