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Smart City metropolitana e Scuola 2.0 a Torino

Ieri è stata una bella giornata per la smart city e il digitale torinese.

Due eventi in contemporanea (magari la prossima volta li coordiniamo?) hanno dato l’idea di una città che, grazie alle nuove tecnologie, punta a ripensare la sua visione di sviluppo territoriale e a cominiciare un percorso di alfabetizzazione là dove è fondamentale farlo, a scuola.

Al Teatro Astra la direttrice di Agid, Alessandra Poggiani, il sindaco di Torino, Piero Fassino, l’assessore comunale alla Smart City, Enzo Lavolta, molti amministratori ed esperti del settore, sono stati i protagonisti di “Verso una Smart City metropolitana”.
“Un laboratorio di idee per candidare Torino e l’area metropolitana ad essere la buona prassi italiana”, durante il quale è stato firmato un protocollo di intesa tra Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Agid per candidare l’area metropolitana torinese quale migliore prassi a livello nazionale sulla Piattaforma nazionale delle Smart City, che sarà online nei primi mesi del 2015.
“La piattaforma sarà la migliore vetrina – si legge – in Italia e all’Estero, dell’innovazione nelle città e, soprattutto, raccoglierà le buone prassi anche dal punto di vista amministrativo, passo fondamentale per assicurare la possibilità, anche ai comuni più piccoli, di poter investire in progetti e soluzioni innovative”.

Nel corso della mattinata sono stati presentati 19 progetti di alcuni comuni: quelli dell’unione NET (Borgaro T.se, Caselle T.se, San Benigno, San Mauro, Settimo T.se , Volpiano) e i comuni aderenti al patto Territoriale Zona Ovest (Alpignano, Buttigliera Alta, Collegno, Druento, Grugliasco, Pianezza, Rivoli, Rosta, San Gillio, Venaria Reale, Villarbasse ) con “NEW GREEN” hanno avviato un programma di efficientamento degli edifici pubblici riunendo sotto lo stesso programma diversi progetti locali.
Con il progetto “Il Comune sempre più Open” Settimo Torinese è stato tra i primi enti locali ad aver aderito all’iniziativa promossa con la collaborazione di Anci Piemonte per l’estensione del progetto open data che non ha comportato costi di investimento, bensì è la prova che coinvolgendo realmente i cittadini e condividendo gli open data si raggiungono risultati concreti.
La Circoscrizione 4 di Torino ha presentato il progetto “Fa Bene”, un’esperienza di inclusione sociale legata al riutilizzo del cibo invenduto presso il mercato di Corso Svizzera: sono coinvolti i commercianti e i consumatori che mettono a disposizione il cibo (invenduto o acquistato ad hoc), ma anche i beneficiari che sottoscrivono un patto di restituzione con il quale si impegnano a dare un contributo attivo alla cittadinanza.

A poca distanza, l’assessore all’Istruzione del Comune di Torino, Mariagrazia Pellerino, ha lanciato il progetto Scuola 2.0: dodici scuole elementari e medie di Torino saranno connesse con rete a banda larga in tutto l’edificio scolastico. Gli insegnanti seguiranno un percorso di formazione informatica e sarà prevista nelle aule l’assistenza tecnica per diffondere la didattica innovativa e digitale, l’informatica, il pensiero computazionale.
Il progetto “Scuola 2.0″ si sviluppa in quattro ambiti: connettività, infrastruttura interna, laboratori informatici, didattica 2.0.
Questo sguardo a 360 gradi sul tema Scuola digitale è stato reso possibile dalla collaborazione tra le numerose eccellenze del territorio: Città, Politecnico di Torino, CSI-Piemonte, Csp Innovazione nelle Ict, Comitato Ict, Istituto Superiore Mario Boella e Compagnia di San Paolo.
Tutti i dettagli sul sito di Csi Piemonte.

Dalla giornata di ieri arriva un importante segnale (speriamo non isolato): la smart city non è la città tecnologica, ma uno spazio urbano che guarda alla decentralizzazione spinta, che mette in relazione le intelligenze, genera connettività pubblica e reti civiche, apre coworking ed esperienze di collaborazione, restituisce ai cittadini servizi utili alla portata di tutti. Particolarmente significativo è che, finalmente, si esca dalla logica del confine comunale e si cominci a ragionare (su questo mi ha molto stupito la puntualità del discorso di Fassino) in termini di smart community e riprogettazione degli spazi periferici in ottica metropolitana. Avanti così.