Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Comunicare le emergenze con la Rete

Da tempo stanno nascendo a livello locale alcune esperienze che provano a dare una risposta ai problemi di comunicazione durante le emergenze (meteo, terremoti, blocchi servizio pubblico).

Accanto ai mezzi più tradizionali quali social e mobile, si stanno via via affermando esperienze che sperimentano le nuove frontiere dei big data e dell’Internet Of Things.

È il caso, ad esempio, di EmergenzePrato, canale twitter che aggrega diverse fonti informative. EmergenzePrato ha sviluppato anche un robot che utilizza Telegram per sapere le previsioni del tempo del giorno e quelle del giorno dopo.

Anche l l’Emilia Romagna è attiva sul tema, tempo fa Luca Zanelli e altri avevano cominciato un lavoro di standardizzazione dell’hashtag #allertameteoxxx con conseguente aggregazione dei dati che sul medio periodo sta dando i suoi frutti.
Vale la pena ricordare anche l’apertura del wifi del Comune di Bologna durante l’emergenza terremoto, un’esperienza che poi è diventata sperimentazione.

Da qualche tempo in Piemonte stiamo provando a fare un lavoro di sistema tra pubbliche amministrazioni per fronteggiare emergenze meteo, purtroppo in preoccupante intensificazione, ed evitare che ogni realtà piccola o grande usi codici e prassi iper-personalizzati che si perdono nel mare magnum della comunicazione social.

All’interno di questo gruppo ci sono già alcune esperienze avanzate come la Protezione Civile di Alessandria o 5T che ha recentemente implementato il progetto Muoversi in Piemonte e lanciato la sperimentazione su Torino Live Bus.

Proprio i disagi sul trasporto urbano hanno permesso di toccare con mano l’importanza dei big data e le loro potenzialità con la piattaforma “I Forconi a Torino” sviluppata all’interno del progetto DataInterfaces della Fondazione Isi.
Tra il 9 e il 12 dicembre 2013, a causa del movimento identificato come “Protesta dei Forconi”, la città di Torino ha sperimentato significativi disagi di traffico e viabilità. In quei giorni, i ricercatori del Data Science Lab di ISI Foundation hanno sviluppato una mappa interattiva online – basata sui tweet dei cittadini – che ha permesso alla popolazione torinese di essere aggiornata in tempo reale sul percorso delle manifestazioni, sulla situazione del traffico, sulle strade bloccate e su quelle libere. Il progetto “I Forconi a Torino” ha mostrato le straordinarie potenzialità per la comunità derivanti dall’analisi dell’attività sui social media e dalla corretta raccolta e interpretazione dei big data.

Infine, per concludere il quadro sulle nuove frontiere accennate all’inizio, il Csp da qualche anno sta sviluppando il progetto Iotnet, piattaforma regionale di Internet delle Cose, costituita da oggetti distribuiti sul territorio che trasmettono dati e informazioni costruendo nel tempo una mappa digitale della realtà in cui viviamo.
Che si tratti di sensori idrometrici per il controllo e la sicurezza dei corsi d’acqua, di pluviometri per la valutazione delle precipitazioni, di webcam per il controllo dei flussi di traffico, o di smartphone utilizzati per mappare l’inquinamento urbano, i dati generati dai sensori definiscono una realtà puntuale, fatta di informazioni in continuo aggiornamento, che permettono di conoscere meglio cosa succede nelle città e nei territori. I dati vengono poi aggregati e rilasciati in open data.

Edit:

Michele Kettmajer mi segnala un progetto che aveva curato nel 2012 con Luca Dello Iacovo e Andrea Menapace
https://micheket.files.wordpress.com/2015/09/presentazione-crisis-mapping-pat-160712.pdf

Sergio Duretti, a proposito di Internet Of Things, segnala la app TemporALERT nata dalla collaborazione tra Csp e Arpa Piemonte

Insopportabile racconta l’esperienza di #allertameteoSAR durante il drammatico alluvione che ha colpito la Sardegna nel 2013. Qui un’analisi tecnica.